giovedì 28 aprile 2011

Eccomi

Sono rimasto un pò indietro. Adesso ricomincio. Promesso

lunedì 14 dicembre 2009

Partiti fuorilegge

Questo articolo della costituzione non ha bisogno di spiegazioni

Art 49. Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale

Possiamo solo notare che i partiti, quelli che dirigono il paese, sono solo delle associazioni di fatto non riconosciute. Queste associazioni sono disciplinate dall'articolo 36 e successivi del codice civile.

Art 36. L'ordinamento interno e l'amministrazione delle associazioni non riconosciute come persone giuridiche sono regolati dagli accordi degli associati.
Le dette associazioni possono stare in giudizio nella persona di coloro ai quali, secondo questi accordi, è conferita la presidenza o la direzione

E' stato deciso così, non ci possiamo fare nulla. D'altra parte si pensava che una legge sui partiti potesse limitare la vita politica del paese. E allora via, avanti tutti. Niente regole e niente controlli sul funzionamento e sui bilanci.
Questo sistema ha portato nel corso degli anni ad una degenerazione dei partiti, che inizialmente erano legati dal vincolo antifascista e dal patto costituzionale, e dovevano rappresentare la sovranità popolare, ma soprattutto lottare per attuare quella sovranità. Questo significava che chi si iscriveva ad un partito doveva essere partecipe della politica del suo partito. Ma non mi sembra che funzioni così.

I partiti, facendo gli interessi delle persone che li rappresentano, svolgono una funzione pubblica che richiede un controllo come garanzia nei confronti dei cittadini. E' sempre più evidente come i partiti, che vivono al loro interno delle lotte tra interessati, modifichino le scelte di politica sociale ed economica del paese provocando danni ai cittadini, anche a quelli che non sono necessariamente iscritti. Quindi perché non pensare ad una legge che monitori il lavoro dei partiti, della maggioranza e dell'opposizione, anziché la sciarli in balia della gestione autoritaria e arbitraria delle loro lidership?

Ultimamente si vede un pò di luce nei movimenti di opposizione democratica, vedi grillini e No B day, che non si riconoscono più nei partiti storici a causa del distacco abissale con la popolazione, sempre più evidente. Si è persa la capacità di aggregare, valore fondamentale per il cittadino. Quello che invece prima avveniva spontaneamente tra i tesserati di un partito. Si stava insieme, si discuteva, si cresceva.
Le persone, spinte da un bisogno di esprimere il loro disagio sociale si ritrovano sulla rete, che funge da aggregatore sociale, con la speranza di trasformare in reale il loro dissenso virtuale. Alcuni in quella rete ci cascano in pieno, allontanandosi maggiormente dalla vità reale e assecondando il gioco sporco della politica, altri si organizzano e capità che scendano in piazza.

Questo gioco di sopravvivenza piace molto ai partiti, che non perdono occasione per strumentalizzare gli eventi, mostrandosi e fingendo di essere interessati da una parte, oppure sminuendo e condannando le manifestazioni dall'altra.
Questi movimenti svolgono comunque un ruolo fondamentale per la creazione di un clima favorevole nei confronti della Corte Costituzionale. Soprattutto quando deve prendere decisioni importanti sulla costituzionalità delle leggi. E' come se si sentisse protetta dal desiderio dei cittadini, da quella sovranità popolare che i partiti non hanno voluto realizzare. Ma questo non può bastare.
E' ora che i partiti diventino democratici e aperti alle nuove generazioni e ai movimenti che oggi lottano per divendere quei diritti inalienabili che oggi sono in pericolo a causa di un attacco alla centralità del parlamento, al ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, all'indipendenza della Corte Costituzionale, alla scuola e all'unità del paese.

sabato 12 dicembre 2009

Nummeri di Trilussa

- Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.
1944

lunedì 7 dicembre 2009

Quei rabbini dei fratelli Coen


Ieri sera sono andato a vedere "A serius man" dei fratelli Coen. Prima di ieri sera mi ero letto diverse recensioni che lo descrivevamo come sommo capolavoro del regista bicefalo. Quindi ho preso posto sulla poltroncina con i popcorn, una busta di cioccolatini con scaglie di pistacchio e l'acqua. Veramente con tutte le buone intenzioni di vedere un bel film. Io non sono un esperto di cimema, ma ho comunque delle pretese. Un film, prima di tutto, mi deve aprire la testa. Poi con delicatezza, armonia e precisione me la deve riempire. Infine la deve ricucire bene che tutte le informazioni non si perdano. L'uscita dal cinema deve essere una rinascita. Quando esco devo avere l'impressione che di essere un po' diverso, un pochino migliorato.
Il film inizia con una scena in lingua yddish sottotitolata. Due tizi, marito e moglie in casa avvolti da una tempesta di neve, parlano di una questione molto misteriosa sulla presunta morte di un terzo personaggio che è con loro nella stanza. Poi entra nella quotidianità di una famiglia ebrea degli anni sessanta per raccontare che la felicità purà e una vita perfetta sono irraggiungibili. Mentre scopro che anche un figlio ebreo potrebbe farsi una canna prima del suo Bar mitzvah e una figlia ebrea ruba i soldi al padre per rifarsi il naso, al mio fianco un signore sulla cinquantina si sveglia di soprassalto. Che un padre, non quello che si è appena svegliato ma quello del film, con due figli così possa avere dei problemi, soprattutto se si somma il divorzio con la moglie, e chiedersi se nella vita abbia sbagliato qualcosa non credo sia un soggetto veramente interessante che possa aiutarci a capire qualcosa di questo mondo. Il film termina con delle radiografie incerte e un uragano in arrivo.
Certo il messaggio di vivere la vita con semplicità senza farsi troppe paranoie in una visione cabalistica della vita è sempre ben accetto. Ma non pensavo ci volessero i Coen per capirlo. Forse qualcuno prima di loro aveva già cercato di spiegarcelo, non credete? E poi che fine hanno fatto tutte le storielline carine e divertenti che fanno parte della tradizione umoristica ebraica, insomma quelli che loro chiamano witz?
Penso di aver preso una decisione. Le commedie i Fratelli Coen non le sanno raccontare. Per il resto tanto di cappello.

mercoledì 2 dicembre 2009

Molise, terra di gruviera.


Andando in giro per le autostrade del nord Italia forse non li vedrete mai, ma nel sud Italia e in modo particolare in Molise ne vedreste molti. Sto parlando dei camion della Caturano Autotrasporti srl di Luigi Caturano. I mezzi di questa azienda se ne vanno belli belli in giro in terre molisane trasportando rifiuti, percorrendo sempre la stessa strada. Ad un certo punto però fanno una magia, come faccio io con mia nipotina, scompaiono e ricompaiono sulle strade in direzione contraria. E che cosa succede quando mistriosamente si perdono nelle colline?
Il Molise io non lo conosco, non ci sono mai stato, ma a quanto pare sembra che stia diventando una specie di gruviera che puzza come le scuregge di Alfonso Espanso, massima autorità nel mondo degli Skifidol. Infatti è stata proprio la Direzione Nazionale Antimafia a dichiarare che il Molise è diventato "punto finale di arrivo per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, dove occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari corrotti". Negli ultimi due anni sono spuntate dal nulla venti discariche abusive. Se avete rifiuti di demolizione, industriali, olii di scarto, televisori vecchi, divani, eternit andate in molise e chiedete di Caturano magari vi possono aiutare.
Il 12 dicembre 2008 i militari della Stazione di Maddaloni, in collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Caserta, hanno effettuato un controllo in via Libertà, presso la ditta "Caturano Autotrasporti s.r.l.". All'esito dell'attività ispettiva sono state rilevate numerose irregolarità relative alla raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti speciali, nonchè all'abbandono e deposito incontrollato di rifiuti speciali, attività svolte in mancanza di autorizzazione ed in violazione delle norme vigenti in materia. In particolare, all'interno dell'area di pertinenza della ditta sono stati rinvenuti numerosi rifiuti speciali e materiali inquinanti quali: oli esausti contenuti in varie lattine, secchi, bidoni e carriole; fanghi derivanti dal lavaggio degli autocarri; vari filtri aria ed olio per motori, bombolette spray, estintori per autoveicoli; parti meccaniche di motori e di autoveicoli, materiali ferrosi di varia natura; pneumatici; nonche' un ingente numero di batterie per autotreni ed altri veicoli in genere; tutti rifiuti collegati all'attività della ditta. I materiali sono stati raccolti e concentrati in due aree del parcheggio dell'azienda, successivamente sottoposte a sequestro. Il controllo è scaturito a seguito di alcune denunce e numerose lamentele da parte di abitanti della zona. Il titolare della ditta è stato denunciato, e ora spetta alla magistratura esaminare gli atti.
Ma già in precedenza i signori Caturano sono stati presi in flagrante. Nel 2003 dai carabinieri mentre uscivano da una discarica gestita dai Casalesi in un sito sottoposto a vincolo di ripristino ambientale e nel 2004 Antonio, il fratello Luigi, era stato arrestato perché l'hanno beccato con un carico di sostanze tossiche e radioattive.
Adesso la Catturano è un colosso con circa 450 mezzi che girano per le nostre strade, probabilmente prelevando rifiuti tossici nelle aziernde del nord e riversandoli in Molise e chissà dove, si occupa anche di costruzioni, cementi e magari anche di quello che mangeremo nel prossimo futuro.
Nel 2004 Nichi Vendola aveva fatto anche un interrogaziona parlamentare in merito a queste personcine. Quindi non possiamo neanche dire che non li conosce nessuno.
Allora le cose sono due: o quelli che ci governano sono collusi, azzittiti, marci oppure sono più cretini di mia nipotina che ride ancora quando ricompaio da dietro il divano facendo cucù!!

sabato 28 novembre 2009

Ultimi. Inchiesta sui confini della vita


Vi ricordate Ignazio Marino. Si quello. Quello che faceva da terzo alle elezioni del PD. Quello che si è cucito una cariera strepitosa da chirurgo trapiantista, che ha girato il mondo, che è stato cacciato dall'Ismett in Sicilia, che adesso presiede la Commissione sull'efficenza del Servizio Sanitario Nazionale e che a giugno ha partecipato attivamente al Festival della Salute di Viareggio. A Viareggio, dove qualche mese fa sono morte decine di persone per la negligenza di poche, sono state dette tante cose. Ma soprattutto, cosa sacrosanta, hanno messo indiscussione criteri per stabilire la morte celebrale, termini come cessazione irreversibile di tutte le funzioni e hanno parlato anche di tante altre cose intelligenti. Ma talmente intelligenti che uno quasi si chiede: ma quelli che stanno parlando sono gli stessi che per 40 anni hanno diretto trapianti sapendo e tacendo gli interessi milionari delle case farmaceuticheche? Si sono proprio loro. E le persone li votano per la direzione di un partito come il PD? Si li votano.
Beh, mi viene in mente perché è in uscita un libro di Rita Pennarola. Il titolo è il titolo di questo post. E fa luce sulla enorme macchina trapiantistica, sul management della morte e sulle parole che normalmente i manager usano per comunicare con i familiari degli ammalati gravi. Non dimentica inoltre di ricordare quanto sia importante donare il sangue e come mai esistano tanti medici che invece non lo fanno.
Mette i puintini sull'affare Cyclosporina, farmaco senza il quale il trapianto non sa da fare visto che ne impedisce il rigetto da parte del paziente. Questo farmaco lo produce dal 1984 la Novartis che s'impegna a venderla sia per trapianti regolari che clandestini.
Il libro è in uscita. Io lo sto aspettando e consiglio anche a voi di leggerlo. Poi vi dirò o fatemi sapere.

giovedì 9 luglio 2009

Scappo dalla città la vita, l'amore e Vittorio de Seta


Quanti documentari avete visto nella vostra vita? Tanti, tantissimi. Qualche anno fa ero abbonato al National Geographic. Mi arrivava a casa tutti i mesi, con qualche giorno di ritardo insieme al dvd allegato. Documentari bellissimi, ricchi di contenuto e con una fotografia eccezionale. Primi piani delle belve più feroci, panorami mozzafiato sugli altipiani del Tibet e inquadrature sugli sguardi delle popolazioni più antiche del mondo. Roba da fare una fideiussione in banca e assicurarsi lo spettacolo per il resto della vita. Invece ho comprato un'edicola. Ma a proposito di documentari e di gente brava che li sa fare. Sono rimasto letteralmente colpito quando ho scoperto che uno dei più grandi documentaristi del mondo è un italiano. Si chiama Vittorio de Seta, palermitano del 1923, regista e sceneneggiatore. L'anno scorso la Feltrinelli ha pubblicato "Il mondo perduto", dieci capolavori che il maestro ha girato tra il '54 e il '59.
Si parte con "Lu tempu de li piscispada" che racconta di quando la pesca al pescespada era un'impresa inimmaginabile, fatta di attese estenuanti sotto il sole e vogate all'ultimo respiro, che si concludeva con una festa che coivolgeva tutti gli abitandi del paese. Si vedono uomini all'estremo delle loro forze che rincorrono i pesci remando su barche di legno pesantissime e massaie a lavari panni in riva al mare in posizioni improponibili per la nostra società civilizzata. Per arrivare a "I dimenticati" che parla di un paesino in Calabria che dista quindici chilometri dalla prima via di comunicazione stradale. E poi ci sono i cortometraggi girati in Sardegna come "Un giorno in Barbagia" o "Pastori di Orgosoli" e tanti altri.
La bravura di de Seta sta nel catapultarti nei luoghi che racconta. Gli occhi vi rimarranno incastrati nel teleschermo fino all'ultima immagine perdendo addirittura l'uso della parola. Entrerete nei gesti, nei respiri e negli sguardi vivi di persone umili che lottano contro la natura, così vera che vi sembrerà un sogno. Vi verrà da piangere ma la bellezza delle immagini è tale che non riuscirete a fare neanche quello. Sognavo di andare a cacciare, di zappare la terra, di bere il latte appena munto, di tagliare la legna come un vero uomo, ma mi sentivo un mezzo uomo sul mio divano, circondato da telecomandi, Play Station e Wii Fit. Poi sono andato a correre.